La cooperazione tedesca si prepara a rafforzare il proprio sostegno al Marocco con un finanziamento di 100 milioni di euro destinato alla trasformazione strutturale del settore idrico. Il prestito, concesso tramite la banca di sviluppo tedesca KfW, accompagnerà le riforme istituzionali e le politiche pubbliche volte a garantire una gestione dell’acqua più sostenibile, resiliente e inclusiva. L’attuazione del programma è prevista tra il quarto trimestre del 2026 e quello del 2028.
Questo intervento arriva in un momento strategico per il Regno, impegnato in una profonda revisione del proprio modello di gestione delle risorse idriche. La crescente pressione climatica e la scarsità d’acqua hanno infatti spinto il Paese ad accelerare le riforme, puntando su una combinazione di regolazione della domanda, sviluppo di risorse non convenzionali e modernizzazione delle infrastrutture.
Attualmente il Marocco dispone di 156 grandi dighe, per una capacità complessiva di 20,8 miliardi di metri cubi, che costituiscono la base di un sistema diversificato di gestione delle risorse. Negli ultimi mesi, inoltre, le riserve idriche hanno registrato un significativo miglioramento grazie a precipitazioni abbondanti: al 21 marzo 2026 il tasso di riempimento delle dighe ha raggiunto il 72,1%, con oltre 12,3 miliardi di metri cubi disponibili, più del doppio rispetto all’anno precedente.
Di fronte alla crescente variabilità climatica, il Marocco sta puntando con decisione sulla desalinizzazione. La strategia nazionale prevede di portare la capacità produttiva a 1,7 miliardi di metri cubi annui entro il 2030, coprendo così oltre la metà del fabbisogno di acqua potabile. Tra i principali progetti figurano l’impianto di desalinizzazione del Grande Casablanca, i complessi dell’Orientale e della regione Souss-Massa. Queste infrastrutture sono sviluppate attraverso partenariati pubblico-privati, segno di un modello finanziario sempre più integrato.
Parallelamente, sono in corso importanti progetti di trasferimento idrico tra bacini. L’interconnessione tra i fiumi Sebou e Bouregreg, con un investimento di circa 6 miliardi di dirham, consentirà di convogliare acqua verso l’asse strategico Rabat-Casablanca. Ulteriori collegamenti interregionali sono allo studio per recuperare ingenti quantità di acqua attualmente disperse in mare.
Gli investimenti riguardano anche il settore sociale e agricolo. Tra il 2020 e il 2024, oltre 18 miliardi di dirham sono stati destinati alla sicurezza dell’approvvigionamento di acqua potabile, in particolare nelle aree rurali. Dal 2025, circa 70 centri rurali e oltre 10.000 villaggi sono stati collegati alla rete idrica, mentre nuovi fondi sono previsti per il 2026.
Nel settore agricolo, principale consumatore di acqua, prosegue la modernizzazione dei sistemi di irrigazione. Nel 2024 sono stati attrezzati quasi 275.000 ettari con tecniche di irrigazione localizzata, portando a 867.000 ettari la superficie modernizzata dal 2020.
Accanto alle infrastrutture, il Marocco sta riformando la governance del settore idrico, rafforzando il coordinamento istituzionale e promuovendo una gestione integrata delle risorse. Anche il riutilizzo delle acque reflue è in crescita: con oltre 200 impianti di trattamento attivi, il tasso di copertura urbana raggiunge l’84%, mentre aumentano i volumi destinati a usi come l’irrigazione degli spazi verdi.
Il sostegno della Germania si inserisce in questo quadro di riforme ambiziose, contribuendo a consolidare una strategia nazionale che integra sempre più la questione idrica nelle politiche economiche e ambientali. In un contesto regionale segnato da crescenti tensioni climatiche, il finanziamento rappresenta un passo importante verso la sicurezza idrica e lo sviluppo sostenibile del Paese.




